PRINCIPALI CONOSCENZE ACQUISITE: il corso ha l'obiettivo di esaminare vecchi e nuovi strumenti investigativi, con particolare riferimento alle attività svolte sulla scena del crimine, delineando modalità di ricerca e cristallizzazione della prova, che ne garantiscano l'utilizzabilità nel futuro giudizio, l'affidabilità dimostrativa e l'esaustività rispetto ai temi emergenti dalla notizia di reato.
PRINCIPALI ABILITA' ACQUISITE: lo studente trarrà dal corso la capacità di valutare le attività investigative più idonee in relazione alla singola scena del crimine. Conoscerà altresi tanto le attività d'indagine tipiche -come il sopralluogo- sia quelle c.d. atipiche, come ad esempio le videoriprese mediante droni, o il riconoscimento facciale mediante software.
Prerequisiti
Conoscenza basilare del diritto pubblico e dei principi del diritto e del processo penale (perfettamente acquisibili nel corso di “Crimine e investigazione” previsto al primo anno dell’interclasse).
Qualora occorresse, il docente organizzerà seminari di ripasso/approfondimento di nozioni istituzionali utili a valorizzare gli argomenti del corso.
Metodi didattici
La frequenza è facoltativa, ma altamente consigliata, tenuto conto del fatto che molte lezioni frontali esigono, per la natura stessa del corso, una costante interazione docente/studenti, chiamati, ad esempio, ad esaminare foto, video o altro materiale estratto da fascicoli d'indagine. Il corso si articola in 40 ore di lezioni, incluso lo svolgimento di attività seminariale integrativa, che sarà tenuta dal Col. Cataldo Pantaleo, con incarichi speciali al Comando Provinciale CC di Milano, in particolare riferimento alle tecniche di disamina della scena del crimine.
Verifica Apprendimento
Prova orale con domande sui testi consigliati.
Testi
STUDENTI FREQUENTANTI: appunti e materiali distribuiti dal docente.
STUDENTI NON FREQUENTANTI: Le indagini atipiche, a cura di A. Scalfati, seconda edizione, 2019 (sino a p. 342), oltre alla conoscenza dettagliata degli artt. da 347 a 365 c.p.p.)
Contenuti
Gli esiti dei procedimenti penali -anzi, la loro stessa capacità di ricostruzione dell'accaduto- si giocano sin dalle prime battute d'abbrivio delle indagini. L'errore o l'insufficiente accertamento durante la fase investigativa producono effetti potenzialmente nefasti per tutto lo svolgimento successivo della vicenda processuale, sino a giungere all'esito estremo dell'errore giudiziario e della condanna dell'innocente. Per converso, la scarsa qualità delle indagini può tradursi anche nella violazione degli obblighi di attivazione dello Stato a tutela delle vittime. In questo panorama e per un ampio numero di delitti, le indagini sulla scena del crimine sono uno snodo nevralgico.
Lingua Insegnamento
Italiano
Altre informazioni
Il docente è sempre disponibile sulla mail istituzionale e riceve previo appuntamento.