Data di Pubblicazione:
2020
Abstract:
Il saggio risponde all’obiettivo concettuale di evidenziare la
centralità delle dinamiche della socializzazione all’interno dei processi di
apprendimento, che a loro volta definiscono la conoscenza del mondo da
parte dei soggetti. Enfatizzare questo aspetto equivale a sostenere e
argomentare come anche i processi più soggettivi abbiano una dimensione
sociale stringente e profonda. La ricerca è appunto volta a mostrare in cosa
risieda la dimensione sociale dell’apprendimento e della conoscenza. La si
ravvisa prioritariamente nel fatto che ogni apprendimento avviene all’interno
di un contesto, che rappresenta le condizioni di socializzazione di ciascun
individuo: un contesto sociale, culturale, normativo, linguistico, simbolico.
L’ipotesi a supporto della quale si raccolgono teorie e argomentazioni è
quella di una via intermedia, già tracciata in precedenti lavori, tra i due
approcci collettivista e individualista, tale per cui se i processi cognitivi
appaiono ineludibilmente legati alla soggettività, la soggettività stessa
appare intrinsecamente legata all’ambiente, alle sue influenze dirette
(stimoli, azioni-guida, come l’azione educativa) e indirette (frutto dei processi
di socializzazione informale): la conoscenza stessa, pertanto, pur
considerata come un prodotto della soggettività, deve essere pensata nei
termini di una relatività che le è conferita dalle condizioni sociali della sua
produzione. Conoscere appare così come la capacità e la possibilità di
assegnare, trovare, dare significati, ciò che è possibile solo socialmente: se
è infatti la creatività del singolo a connotare un concetto in maniera
peculiare, bisogna condividere un significato con altri per potergli attribuire
un senso soggettivo, e quella connotazione ulteriore. Si evidenza quindi, anche attraverso la rassegna di posizioni che da Simmel a Mead a Goffman, fino a Giddens e Boudon evidenziano la natura simbolica della conoscenza,
come la stessa si collochi a metà strada tra individualità e socialità,
approccio oggettivistico (Durkheim, Horkheimer, Mannheim) e cognitivistico
(Weber, Popper, Habermas, Boudon): pur restando all’interno dei postulati
propri di quest’ultimo (soggettività, libertà, creatività, relatività), grazie al
riconoscimento alla conoscenza di una dimensione sociale intrinseca, si può
aggirare il rischio dell'assoluto relativismo cognitivo.
centralità delle dinamiche della socializzazione all’interno dei processi di
apprendimento, che a loro volta definiscono la conoscenza del mondo da
parte dei soggetti. Enfatizzare questo aspetto equivale a sostenere e
argomentare come anche i processi più soggettivi abbiano una dimensione
sociale stringente e profonda. La ricerca è appunto volta a mostrare in cosa
risieda la dimensione sociale dell’apprendimento e della conoscenza. La si
ravvisa prioritariamente nel fatto che ogni apprendimento avviene all’interno
di un contesto, che rappresenta le condizioni di socializzazione di ciascun
individuo: un contesto sociale, culturale, normativo, linguistico, simbolico.
L’ipotesi a supporto della quale si raccolgono teorie e argomentazioni è
quella di una via intermedia, già tracciata in precedenti lavori, tra i due
approcci collettivista e individualista, tale per cui se i processi cognitivi
appaiono ineludibilmente legati alla soggettività, la soggettività stessa
appare intrinsecamente legata all’ambiente, alle sue influenze dirette
(stimoli, azioni-guida, come l’azione educativa) e indirette (frutto dei processi
di socializzazione informale): la conoscenza stessa, pertanto, pur
considerata come un prodotto della soggettività, deve essere pensata nei
termini di una relatività che le è conferita dalle condizioni sociali della sua
produzione. Conoscere appare così come la capacità e la possibilità di
assegnare, trovare, dare significati, ciò che è possibile solo socialmente: se
è infatti la creatività del singolo a connotare un concetto in maniera
peculiare, bisogna condividere un significato con altri per potergli attribuire
un senso soggettivo, e quella connotazione ulteriore. Si evidenza quindi, anche attraverso la rassegna di posizioni che da Simmel a Mead a Goffman, fino a Giddens e Boudon evidenziano la natura simbolica della conoscenza,
come la stessa si collochi a metà strada tra individualità e socialità,
approccio oggettivistico (Durkheim, Horkheimer, Mannheim) e cognitivistico
(Weber, Popper, Habermas, Boudon): pur restando all’interno dei postulati
propri di quest’ultimo (soggettività, libertà, creatività, relatività), grazie al
riconoscimento alla conoscenza di una dimensione sociale intrinseca, si può
aggirare il rischio dell'assoluto relativismo cognitivo.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Elenco autori:
Sideri, Daniela
Link alla scheda completa:
Titolo del libro:
La Società e il suo Altro. Scienze sociali in dialogo
Pubblicato in: