Data di Pubblicazione:
2013
Abstract:
Adorno coglie perfettamente la centralità della dialettica tra potere e verità che caratterizza i processi comunicativi contemporanei, e che continua ad animare le nuove prassi comunicative in auge nella società della conoscenza, soltanto in apparenza più trasparenti e partecipative. Del resto, lo stesso Habermas riconosce che «il mondo prodotto dai mass media è pubblico solo in apparenza». Ed è costretto ad ammettere che «anche l’integrità della sfera privata, che d’altra parte esso garantisce ai suoi consumatori, è illusoria». Questo accade perché i problemi di verità vengono sistematicamente tradotti dai media in problemi di potere, da sempre prioritari rispetto a qualsiasi altra istanza socio-culturale.
L’articolo indaga sul divenire della dialettica tra potere e verità, caratterizzata da veri e propri «mercenari» al servizio delle strutture di potere, espressione di logiche professionali che mutano indirizzo e orientamento a seconda degli interessi del momento. Mercenari che dettano i tempi del sistema mediatico secondo istanze contingenti imposte, generalmente preponderanti rispetto alle reali esigenze del pubblico. La verità non può far altro che adeguarsi agli spazi e ai tempi determinati dall’industria culturale, in cui campeggiano ancora oggi bugie dalle gambe lunghe, nonostante la diversificazione informativa generata dalla rete, lungi dal divenire quel villaggio globale dinamico, trasparente e pluralista disegnato da Habermas. Tutto questo accade nel segno di una fiducia dogmatica delle possibilità comunicative della società ai tempi dei mass media, legati a doppio filo all’insostenibile intraprendenza del potere.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
Sociologia della comunicazione; opinione pubblica e conoscenza; media e agire comunicativo
Elenco autori:
Lombardinilo, Andrea
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