MERCATO IMMOBILIARE E FLUSSI DI INVESTIMENTO ESTERI. QUALI SCENARI DI SVILUPPO IN EUROPA DOPO BREXIT
Chapter
Publication Date:
2017
abstract:
Gli investimenti esteri nel mercato immobiliare configurano da oltre vent’anni una costante in crescita
nell’economia del Regno Unito, al punto da creare il problema inverso dello svuotamento dei quartieri centrali, conseguenza
diretta dell’effetto ricchezza generato dalla sopravvalutazione della moneta. Questo induce gli immobiliaristi a lasciare vuoti gli
spazi posseduti piuttosto che affittarli, allo scopo di incrementarne il valore strumentale, rinunciando alla redditività progressiva
del bene e provocando un danneggiamento all’economia reale, dovuto alla diminuzione di assets immobiliari disponibili. Il
meccanismo finora descritto è stato reso possibile da un finanziamento derivante da investimenti esteri nel mercato immobiliare
britannico per circa un terzo del saldo delle partite correnti, tra cui i principali flussi sono quelli provenienti da Stati Uniti, Singapore,
Kuwait, Cina ed Hong Kong. A questo punto, se è vero che sussiste una correlazione positiva tra i prezzi degli immobili
e le partite correnti, gli effetti di “Brexit” nel lungo periodo potrebbero portare ad una perdita di attrattività del Regno Unito
quale sede preferita di investimenti immobiliari e provocare un calo dei flussi esteri nel mercato immobiliare, aprendo le porte
ad una crisi nel settore, la cui resilienza è già messa alla prova dalla chiusura di diversi fondi di investimento. Attraverso l’analisi
delle variabili di settore e delle problematiche geopolitiche e geo-economiche correlate, il lavoro costituisce un tentativo di tratteggiare
il possibile scenario di redistribuzione dei flussi di investimenti esteri nel settore immobiliare e le prospettive di sviluppo
dei principali Paesi e capitali europee potenzialmente destinatari di una riallocazione degli stessi.
nell’economia del Regno Unito, al punto da creare il problema inverso dello svuotamento dei quartieri centrali, conseguenza
diretta dell’effetto ricchezza generato dalla sopravvalutazione della moneta. Questo induce gli immobiliaristi a lasciare vuoti gli
spazi posseduti piuttosto che affittarli, allo scopo di incrementarne il valore strumentale, rinunciando alla redditività progressiva
del bene e provocando un danneggiamento all’economia reale, dovuto alla diminuzione di assets immobiliari disponibili. Il
meccanismo finora descritto è stato reso possibile da un finanziamento derivante da investimenti esteri nel mercato immobiliare
britannico per circa un terzo del saldo delle partite correnti, tra cui i principali flussi sono quelli provenienti da Stati Uniti, Singapore,
Kuwait, Cina ed Hong Kong. A questo punto, se è vero che sussiste una correlazione positiva tra i prezzi degli immobili
e le partite correnti, gli effetti di “Brexit” nel lungo periodo potrebbero portare ad una perdita di attrattività del Regno Unito
quale sede preferita di investimenti immobiliari e provocare un calo dei flussi esteri nel mercato immobiliare, aprendo le porte
ad una crisi nel settore, la cui resilienza è già messa alla prova dalla chiusura di diversi fondi di investimento. Attraverso l’analisi
delle variabili di settore e delle problematiche geopolitiche e geo-economiche correlate, il lavoro costituisce un tentativo di tratteggiare
il possibile scenario di redistribuzione dei flussi di investimenti esteri nel settore immobiliare e le prospettive di sviluppo
dei principali Paesi e capitali europee potenzialmente destinatari di una riallocazione degli stessi.
Iris type:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
mercato immobiliare, Brexit, investimenti esteri
List of contributors:
Cavuta, Giacomo; Epasto, Simona; DI MATTEO, Dante
Book title:
(S)radicamenti