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  1. Pubblicazioni

Architettura e committenza

Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2007
Abstract:
Il palazzo fu edificato dalla famiglia Mattei per volere di Alessandro, promotore di più architetture a Roma e nei feudi della famiglia, e del figlio Ciriaco.
L’attribuzione del progetto iniziale per il palazzo e delle fasi successive di completamento e abbellimento, è stata dubitativamente attribuita ad artisti in qualche modo legati alla figura dei committenti, senza però giungere ad attestazioni definitive.
Richiamando quanto ipotizzato da più autori, confrontando le notizie archivistiche e storiografiche con i caratteri singolari di questa architettura cittadina dei Mattei, è stato possibile suffragare con considerazioni critiche l’attribuzione del primo progetto a Nanni di Baccio Bigio e una prosecuzione dell’opera da attribuire ad uno dei figli di Nanni, Annibale o Claudio. Considerazioni su soluzioni compositive non frequenti nell’architettura romana, consente di avanzare l’attribuzione all’architetto fiorentino del completamento di un altro palazzo romano (palazzo Medici-Lante, nell’epoca in cui fu proprietà di Marcantonio Palosi), il cui cortile venne sopraelevato pochi anni dopo gli interventi iniziali nel palazzo di Alessandro Mattei.
L’analisi architettonica di palazzo Mattei, le scelte compositive, che appaiono a volte singolari, quelle stilistiche, il confronto con altre opere di Nanni di Baccio Bigio, delineano la figura artistica di un architetto genericamente definito “sangallesco”, ma in realtà più articolata, evidenziandone la ricerca orientata verso l’attento studio delle architetture di Antonio da Sangallo il Giovane ma anche, in quest’opera per i Mattei, di quelle di Baldassarre Peruzzi; a testimonianza di una figura artistica più complessa che, prestando attenzione a tutta una produzione di pochi anni precedente, si colloca nella fase di passaggio e di trasmissione alla seconda generazione dei valori architettonici espressi dagli architetti cinquecenteschi della prima generazione.
Lo studio della committenza ha poi permesso di individuare una comune tendenza tra gli artisti attivi per i Mattei nel Cinquecento e nella prima parte del Seicento, tutti riconducibili ad una scuola “accademica”; se ne distacca Giacomo Del Duca perché espressione di una capacità nella progettazione di spazi aperti e di giardini che dovette attrarre Ciriaco e altri della famiglia nell’affidargli più incarichi: per il progetto della villa alla Navicella, per un cortiletto del palazzo di Ludovico in piazza Paganica e, forse, altri, come l’architettura progettata per spazi aperti nell’”isola” romana proprietà di vari membri della stessa famiglia.
La villa e gli spazi interni all’isolato attestano la predilezione dei Mattei per il collezionismo di reperti archeologici, espressione della cultura cinquecentesca; e ciò evidenzia nella scelta di Giacomo Del Duca, noto e apprezzato progettista di più opere analoghe per vari committenti, una precisa impronta culturale che si discosta però dal più consueto operare artistico dei Mattei. Infatti, la scelta dell’architetto siciliano è in questi esempi singolare, perché è l’unico architetto attivo per la famiglia privo di collegamenti con l’Accademia romana di S. Luca, a testimonianza di una riconosciuta e apprezzata capacità professionale.

The palace was built by the Mattei family by will of Alessandro, promoter of several architectures in Rome, in the feuds of the family and of his son Ciriaco.
The initial project for the palace and the following completion and embellishment phases were doubtfully assigned to artists somewhat connected to the figures of the Clients, without nevertheless ever achieving final evidence.
Pursuant to what several authors assume, by comparing the archive and historiographic news with the
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Elenco autori:
Marcucci, Laura
Link alla scheda completa:
https://ricerca.unich.it/handle/11564/106341
Titolo del libro:
Palazzo Caetani, storia arte e cultura
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