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  1. Pubblicazioni

La rappresentazione pubblica del potere papale fra Avignone e Roma prima di Clemente VI (1308-1342)

Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2015
Abstract:
È ormai un dato criticamente acquisito, grazie soprattutto agli studi di Agostino Paravicini Bagliani (1994; 2012; 2013; in corso di stampa), che i papi al tempo del Papato avignonese accentuarono il fondamento teocratico della loro autorità, seguendo e potenziando di fatto l’esempio di Bonifacio VIII (1294-1303). Nonostante il paradosso storico, i papi francesi intuirono infatti che questo era l’unico modo per legittimare la rottura da Roma.
Il presente intervento intende stabilire se il rafforzamento teocratico si esplicitò oltre che da un punto di vista liturgico e rituale, come è stato dimostrato, anche attraverso l’autorappresentazione e se in tale prospettiva si trattò di iniziative sporadiche o di campagne promosse con sistematicità. Per quanto possa sembrare sorprendente c’è un vuoto storiografico che come ha acutamente commentato Etienne Anheim (2007) può essere stato determinato da due ordini di ragioni: «…la prima è che Ladner purtroppo non pubblicò mai il volume da lui previsto sul Papato avignonese (…). L’altra, più generale, è il risultato del divorzio tra gli specialisti di Avignone, che si occupano esclusivamente del cosiddetto Papato francese e gli specialisti del Papato romano che tendono a considerare Avignone come una semplice parentesi».
Le opere che sono prese in esame nel corso dell’intervento sono effigi papali esposte alla pubblica fruizione. Realizzate sia su media pittorici che scultorei, esse furono commissionate principalmente fra Roma e Avignone quando i pontefici ritratti erano ancora viventi. Si terranno dunque a latere i monumenti funebri rispetto ai quali si deve tuttavia ricordare che, diversi dai tipi curiali romani duecenteschi (GARDNER 1992 e 2014), si configuravano come dei veri e propri macro reliquiari in pietra in cui i loro resti mortali erano assimilati a reliquie miracolose (OLARIU 2009).
I dati noti non sono numerosi e per di più, ad una prima scansione, risultano molto eterogenei fra loro. Ad esempio nel caso di Clemente V (1305-1314), Giorgio Vasari (Vite, ed. giuntina) tramanda che Giotto, di ritorno da Avignone a Firenze, recò con sé un ritratto del pontefice che donò poi a Taddeo Gaddi (CASTELNUOVO 2009). Se la notizia vasariana deve essere valutata con debita cautela, è molto probabile che Clemente V sia stato rappresentato nel ciclo pittorico conservato nella torre scalare ottagonale della collegiale di Saint- Pierre la Romieu fondata a partire dal 1312 dal cardinale Arnaud d’Aux de Lescout.
Anche nel caso di Giovanni XXII (1316-1334) si hanno poche informazioni sulla sua ritrattistica onoraria e le poche informazioni che ci sono devono essere valutate con attenzione. Ad esempio Ladner (1941) ipotizza che fosse rappresentato nei perduti affreschi della controfacciata di San Paolo fuori le mura raffiguranti scene della Passione di Cristo e valutabili da un punto di vista iconografico grazie ai disegni contenuti in due manoscritti della Biblioteca Apostolica Vaticana: il Barb. Lat. 4406 (i cui acquerelli furono eseguiti fra il 1634 e il 1635 su incarico del cardinal Francesco Barberini) e il Vat. Lat. 9843 (i cui disegni databili alla fine del Settecento sono preparatori alle tavole dell’Histoire de l’Art par les Monumens di Seroux D’Agincourt, Paris 1810-1823). Non è da sottovalutare in questa prospettiva che Giovanni XXII concesse il 31 gennaio 1325 di destinare il reddito quinquennale dell’altare maggiore della basilica ostiense alla realizzazione del mosaico di facciata andato poi distrutto nell’incendio del 1823 e nel quale è pure possibile che fosse rappresentato il pontefice come risulterebbe da alcune fonti iconografiche (BOLGIA in corso di stampa).
Circa Benedetto XII (1334-1342) si deve registrare, allo stato att
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
AUTORAPPRESENTAZIONE PAPALE; da Bonifacio VIII a Clemente VI
Elenco autori:
D'Alberto, C
Autori di Ateneo:
D'ALBERTO CLAUDIA
Link alla scheda completa:
https://ricerca.unich.it/handle/11564/797198
Titolo del libro:
La Storia e le Immagini della Storia Prospettive, metodi, ricerche
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