Data di Pubblicazione:
2006
Abstract:
La parola trasparente. Il “sillabario” narrativo di Goffredo Parise vuole essere una ricognizione ad ampio spettro delle molteplici manifestazioni di una scrittura, quale quella dell’autore vicentino, che risponde agli stimoli e alle urgenze della corrente vitale (nel segno di una ‘linea veneta’ della nostra letteratura che ha in Giovanni Comisso l’interprete massimo) senza cessare di farsi intrigare da visitazioni fantastiche e luminescenze oniriche. Fin dai favolosi esordi, segnati dal barbaglio delle ultime comete nei cieli della gioventù e risonanti esplosioni di surrealtà, Parise è andato componendo il ritratto di un testimone del mondo contemporaneo: un osservatore a cui l’esercizio dell’arte ha donato quella limpidezza ed obliquità dello sguardo che gli permettono di restituire sulla pagina visioni essenzializzate di persone e paesaggi, ma anche di avvertire con lancinante intensità la precarietà del vivente, il progressivo inquinarsi delle risorse dell’immaginario e la morsa dei condizionamenti che insidiano la libertà e la fantasia. Tutto questo Parise riesce a comunicarlo con felicità espressiva sorprendente per eleganza e semplicità, grazie a una sapienza artigianale dello scrivere che non va disgiunta dall’indipendenza del suo giudizio, dalla carica antagonistica che lo ha reso protagonista, a volte discusso, di una generazione che ha saputo confrontarsi con l’eredità dei Montale, dei Gadda, dei Comisso, dei Piovene. Maestri e amici la cui presenza si avverte nella letteratura del vicentino come un richiamo di stile e come un memento sulle responsabilità e l’orgoglio dello scrittore in un’epoca nella quale tutto sembra rispondere solo «alla programmazione dei mercati industriale e politico».
Tipologia CRIS:
3.1 Monografia o trattato scientifico
Elenco autori:
Gialloreto, Andrea
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