Publication Date:
2023
abstract:
Alberto M. Cirese dialoga per tutta la vita con le sue diverse “patrie”: Avezzano e la Marsica, luogo materno dove è nato; Fossalto, Castropignano e Campobasso, luoghi paterni dove soggiorna; Rieti e la Sabina, luoghi dove vive e realizza etnografie. Da un lato logico e universalista, dall’altro lato molto presente sul terreno, cinquant’anni dopo la pubblicazione di Cultura egemonica e culture subalterne (1971), reinterpreta la nozione di “tradizione” negli studi folkloristici, etnologici e antropologici italiani, aprendo la strada sia alle valutazioni politiche e all'impegno critico con i Ministeri della Cultura e le amministrazioni dei beni culturali, dei musei e degli archivi (con cui Cirese volentieri interloquiva), sia alla cooperazione internazionale che passa attraverso le Nazioni Unite. Tutti questi usi intellettuali della “tradizione” sono presenti in Cirese, che li analizza passando dalla dimensione locale a quella globale. Idealmente, il suo viaggio teorico-pratico comincia nelle realtà locali, per arrivare alla sua casa di Roma, sita nel quartiere dei Prati Fiscali, dove l’autrice del saggio lo incontra l’ultima volta nel 2001.
Iris type:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Storia dell'Antropologia Culturale, Demologia, Etnografia, Museo, Archivio
List of contributors:
Giancristofaro, Lia
Book title:
Cent’anni di Cirese