Data di Pubblicazione:
2017
Abstract:
Quando parla dei viaggi narrati dall’amato Jules Verne, Italo Calvino dichiara di prediligere gli scenari «sotterranei» descritti in testi come Le Indie nere e Viaggio al centro della Terra. L’autore della lezione sulla Leggerezza, apparentemente lontano dalla tradizione delle scritture infere che va da Virgilio a Dante, sembra condividere l’istinto cartografico che spinge Verne a decrittare i labirinti nascosti nel sottosuolo, costruiti grazie a un efficace miscuglio di scienza e mito. Il sottosuolo, in questo senso, non è ancora quello psicologico formalizzato da Dostoevskij e poi da Freud, ma appartiene alla «geografia delle fate», è quindi uno spazio ascrivibile alle regioni del fantastico. Al contempo, come dimostrano alcune delle Città invisibili, Calvino si serve del sottosuolo come specchio della superficie: un sottosuolo che finisce, paradossalmente, per coincidere con il visibile, trasformandosi nel luogo del dialogo tra morti e vivi, tra passato e presente, tra archeologia e storia.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Calvino Italo; Modernità letteraria; Verne Jules; Città invisibili; Letteratura italiana contemporanea; Novecento; Sottosuolo; Geografia
Elenco autori:
Savio, Davide
Link alla scheda completa:
Titolo del libro:
Geografie della modernità letteraria