Publication Date:
2025
abstract:
Negli ultimi decenni, il concetto di valore pubblico ha assunto un
ruolo sempre più centrale nel dibattito accademico e istituzionale, emergendo
come riferimento normativo, etico e operativo per la gestione e
l’evoluzione delle amministrazioni pubbliche. Con “valore pubblico” si
intende l’insieme dei beni, servizi, relazioni, condizioni e diritti che una
società ritiene essenziali per il benessere collettivo, la coesione sociale
e la sostenibilità futura. Tuttavia, questo valore non è garantito: esso è
esposto a rischi, pressioni e minacce che provengono tanto dall’interno
delle istituzioni quanto dall’esterno. La protezione del valore pubblico
diventa così una missione fondamentale, che richiede strumenti teorici,
pratici e culturali.
In una società globalizzata e interconnessa, i fattori che possono
compromettere il valore pubblico sono molteplici: la corruzione amministrativa,
l’inefficienza burocratica, le disuguaglianze economiche
e sociali, il degrado ambientale, la polarizzazione politica, la manipolazione
informativa, la sfiducia nelle istituzioni. A fronte di tali sfide,
la protezione del valore pubblico implica non solo la tutela di ciò che è
stato costruito nel tempo, ma anche la capacità di produrre nuovo valore,
di adattare strumenti e approcci, di innovare il modo stesso con cui
le amministrazioni pubbliche concepiscono il proprio ruolo.L’evoluzione del pensiero amministrativo ha portato, negli anni, a
profonde trasformazioni nei modelli di gestione pubblica. Dagli anni
’80 in poi, con il paradigma del New Public Management (NPM), si
è assistito all’importazione nel settore pubblico di logiche manageriali
tipiche del privato, puntando sull’efficienza, sulla performance e sulla
concorrenza. Pur avendo introdotto elementi positivi – come l’attenzione ai risultati e la responsabilizzazione dei dirigenti – il NPM ha mostrato
anche i propri limiti: ha frammentato l’azione pubblica, indebolito le
motivazioni etiche, ridotto la visione sistemica.
Negli anni 2000 si è quindi affermato un nuovo approccio: il Public
Value Management (PVM). Questo paradigma, proposto da Mark Moore
e successivamente sviluppato da molti studiosi, sposta l’attenzione
dalla “produzione di servizi” alla “creazione di valore”. Il PVM riconosce
che l’amministrazione pubblica ha il compito di generare valore attraverso
decisioni partecipate, ascolto dei cittadini, trasparenza, equità,
innovazione e sostenibilità. La protezione del valore pubblico, in questa
prospettiva, non è un atto conservativo, ma un processo dinamico e
strategico.
Proteggere il valore pubblico richiede una governance articolata, basata
su una rete di attori pubblici, privati e della società civile. Non basta
il ruolo delle amministrazioni centrali: è essenziale coinvolgere enti
locali, organizzazioni non profit, imprese sociali, università, cittadini. In
questo senso, si parla sempre più spesso di amministrazione condivisa o
di co-produzione del valore pubblico.
Gli strumenti della protezione sono anch’essi molteplici: valutazione
delle politiche pubbliche, accountability, misurazione del valore, sistemi
di anticorruzione, tecnologie digitali, processi partecipativi, educazione
civica. Ma accanto agli strumenti tecnici, serve una cultura della
responsabilità, una consapevolezza diffusa della posta in gioco, una
rinnovata etica pubblica che orienti l’agire quotidiano di amministratori,
funzionari e cittadini.
In questo manuale, si esploreranno in modo approfondito teorie,
modelli, casi di studio e metodologie operative utili a progettare, implementare
e valutare politiche capaci di proteggere e generare valore
pubblico.
Nella prima parte del volume, viene introdotto
ruolo sempre più centrale nel dibattito accademico e istituzionale, emergendo
come riferimento normativo, etico e operativo per la gestione e
l’evoluzione delle amministrazioni pubbliche. Con “valore pubblico” si
intende l’insieme dei beni, servizi, relazioni, condizioni e diritti che una
società ritiene essenziali per il benessere collettivo, la coesione sociale
e la sostenibilità futura. Tuttavia, questo valore non è garantito: esso è
esposto a rischi, pressioni e minacce che provengono tanto dall’interno
delle istituzioni quanto dall’esterno. La protezione del valore pubblico
diventa così una missione fondamentale, che richiede strumenti teorici,
pratici e culturali.
In una società globalizzata e interconnessa, i fattori che possono
compromettere il valore pubblico sono molteplici: la corruzione amministrativa,
l’inefficienza burocratica, le disuguaglianze economiche
e sociali, il degrado ambientale, la polarizzazione politica, la manipolazione
informativa, la sfiducia nelle istituzioni. A fronte di tali sfide,
la protezione del valore pubblico implica non solo la tutela di ciò che è
stato costruito nel tempo, ma anche la capacità di produrre nuovo valore,
di adattare strumenti e approcci, di innovare il modo stesso con cui
le amministrazioni pubbliche concepiscono il proprio ruolo.L’evoluzione del pensiero amministrativo ha portato, negli anni, a
profonde trasformazioni nei modelli di gestione pubblica. Dagli anni
’80 in poi, con il paradigma del New Public Management (NPM), si
è assistito all’importazione nel settore pubblico di logiche manageriali
tipiche del privato, puntando sull’efficienza, sulla performance e sulla
concorrenza. Pur avendo introdotto elementi positivi – come l’attenzione ai risultati e la responsabilizzazione dei dirigenti – il NPM ha mostrato
anche i propri limiti: ha frammentato l’azione pubblica, indebolito le
motivazioni etiche, ridotto la visione sistemica.
Negli anni 2000 si è quindi affermato un nuovo approccio: il Public
Value Management (PVM). Questo paradigma, proposto da Mark Moore
e successivamente sviluppato da molti studiosi, sposta l’attenzione
dalla “produzione di servizi” alla “creazione di valore”. Il PVM riconosce
che l’amministrazione pubblica ha il compito di generare valore attraverso
decisioni partecipate, ascolto dei cittadini, trasparenza, equità,
innovazione e sostenibilità. La protezione del valore pubblico, in questa
prospettiva, non è un atto conservativo, ma un processo dinamico e
strategico.
Proteggere il valore pubblico richiede una governance articolata, basata
su una rete di attori pubblici, privati e della società civile. Non basta
il ruolo delle amministrazioni centrali: è essenziale coinvolgere enti
locali, organizzazioni non profit, imprese sociali, università, cittadini. In
questo senso, si parla sempre più spesso di amministrazione condivisa o
di co-produzione del valore pubblico.
Gli strumenti della protezione sono anch’essi molteplici: valutazione
delle politiche pubbliche, accountability, misurazione del valore, sistemi
di anticorruzione, tecnologie digitali, processi partecipativi, educazione
civica. Ma accanto agli strumenti tecnici, serve una cultura della
responsabilità, una consapevolezza diffusa della posta in gioco, una
rinnovata etica pubblica che orienti l’agire quotidiano di amministratori,
funzionari e cittadini.
In questo manuale, si esploreranno in modo approfondito teorie,
modelli, casi di studio e metodologie operative utili a progettare, implementare
e valutare politiche capaci di proteggere e generare valore
pubblico.
Nella prima parte del volume, viene introdotto
Iris type:
3.1 Monografia o trattato scientifico
Keywords:
Leve di protezione del valore pubblico, valore pubblico, public management.
List of contributors: