Case di Comunità nelle aree a bassa densità abitativa: disatteso il diritto del cittadino a prossimità e equità. Una metodologia innovativa per risolvere queste criticità
Abstract
Publication Date:
2025
abstract:
Introduzione
Promuovere la salute e ridurre le disuguaglianze nell’accesso
alle cure rappresentano una priorità fondamentale per la
sanità pubblica, specialmente nelle aree rurali e montane,
dove la frammentazione dei servizi, il declino demografico
e le barriere geografiche ostacolano un accesso equo. In
questo contesto, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
(PNRR), finanziato dall’UE, mira a potenziare l’assistenza
territoriale attraverso l’istituzione delle Case della Comunità
(CdC), hub integrati e multidisciplinari per la cura di
prossimità.
Materiali e Metodi
Lo studio analizza l’ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila
(5.047 km², superficie pari alla Liguria), con popolazione dispersa
tra centri urbani e comuni montani isolati. Attraverso
l’analisi dei dati ISTAT su popolazione, densità demografica
e confini amministrativi, abbiamo mappato un quadro preciso
delle criticità territoriali.
La riorganizzazione dell’assistenza primaria in questi 108 comuni
è fondamentale, anche in considerazione delle barriere
stagionali (es. l’inverno). Per rispondere a questa esigenza, abbiamo
sviluppato un modello matematico innovativo basato
su Python, utilizzando programmazione lineare e analisi
geospaziale.
L’algoritmo integra dati demografici ed epidemiologici degli
anni 2019, 2023 e 2024 per determinare l’allocazione ottimale
delle CdC all’interno di una rete hub e spoke. In particolare,
minimizza i tempi medi di percorrenza pesati per popolazione
e massimizza la copertura entro soglie accettabili,
bilanciando al contempo la domanda tra i vari hub. Il modello
incorpora i vincoli del DM 77/2022 e le linee guida AGENAS
sulle soglie demografiche per l’attivazione dei servizi specialistici,
assicurando fattibilità legale e operativa.
Risultati
I risultati dello studio forniscono indicazioni operative di grande
concretezza.
In primo luogo, abbiamo definito l’assegnazione ottimale della
popolazione residente dei 108 comuni alle 11 Case della Comunità
previste, bilanciando prossimità geografica e sostenibilità
organizzativa.
In secondo luogo, abbiamo calcolato la frequenza ottimale,
in termini di frequenza oraria, giornaliera e settimanale, delle
visite specialistiche ambulatoriali delle singole branche (cardiologia,
ginecologia, urologia, geriatria, pneumologia) per
ciascuna Casa di Comunità, basandoci su un’attenta analisi dei
fabbisogni sanitari delle comunità di riferimento.
Conclusioni
Questo approccio basato sull’evidenza non solo ottimizza
l’utilizzo delle risorse disponibili, ma promuove una più
equa distribuzione dei servizi sul territorio, contribuendo a
rafforzare la resilienza del sistema sanitario locale. Il modello
sviluppato, perfettamente replicabile in contesti analoghi,
dimostra come strumenti matematici avanzati possano
supportare efficacemente i processi decisionali nella programmazione
sanitaria territoriale, con ricadute misurabili
sull’accessibilità e appropriatezza delle cure. L’esperienza
dell’ASL 1 rappresenta così un caso paradigmatico di come
integrare prossimità dei servizi e qualità dell’assistenza nei
territori più complessi.
Iris type:
1.5 Abstract in rivista
List of contributors:
Trebbi, Edoardo; Tognaccini, Livia; Carnevale, Edoardo; Bisogno, Michele; Zazzara, Francesca; Shannik, Rami; Vinci, Antonio; Stan, Cristinel; Maurici, Massimo; Di Martino, Giuseppe; Staniscia, Tommaso; Romano, Ferdinando
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