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  1. Outputs

Alla moderna. Antiche chiese e rifacimenti barocchi: una prospettiva europea/Old Churches and Baroque Renovations: a European Perspective

Book
Publication Date:
2015
abstract:
Il titolo del volume vuole richiamare sinteticamente la tendenza a “ridurre alla moderna” il lascito architettonico della chiesa delle origini, qui intesa in un ampio arco cronologico che va dalle fondazioni costantiniane di Roma, a quelle alto-medievali del mondo germanico, fino alle cattedrali del pieno medioevo diffuse in tutte Europa, portatrici di un ruolo simbolico capace di aggregare vaste comunità di fedeli. La modernità a cui allude il titolo è quella derivata dal sistema classico messo a punto nell’arco del XVI secolo, pur fra infiniti dibattiti e variazioni, e comunque sancito dal movimento nato dal Concilio di Trento e dalla lingua ufficiale della Chiesa di Roma tra XVII e XVIII secolo. Questo aggiornamento non è solo formale o tipologico, poiché è sostanziato dalle novità liturgiche apportate dal concilio e sostanziate dall’opera di Carlo Borromeo e dei suoi seguaci attivi in tutta Europa. Ma, come già accennato, il fenomeno non è circoscrivibile in ambiti geografici e in parte neppure entro singole confessioni cristiane; da qui il tentativo di aprirsi a una prospettiva europea per poter valutare diversità e analogie di comportamenti di fronte ad un edificio antico – o ritenuto tale – evidenziando continuità e rotture in tutto il continente.
Tensioni e ambivalenze non ricomponibili in un quadro unitario, sono già evidenti nel saggio di Irene Giustina sui lavori promossi dal cardinale Federico Borromeo nella Milano del primo Seicento. Le valutazioni positive verso le antiche chiese si accompagnano infatti a ricostruzioni improntate ora a istanze di magnificenza (le nuove facciate), ora di funzionalità liturgica (le absidi), usando il moderno linguaggio elaborato a Roma ma sempre affrontando per parti l’organismo architettonico; mentre un monumento dell’importanza di Sant’Ambrogio, dà luogo a un diverso atteggiamento, per il quale Borromeo volle unire conservazione a ricostruzione.
A Roma, come evidenziato da Augusto Roca De Amicis, è soprattutto il cardinale Cesare Baronio che precisa modalità d’intervento seguite per quasi due secoli. Esito di una mentalità storico-simbolica, l’istanza di non alterare gli impianti e quella di conservare la materia delle antiche chiese trovano variabili punti di equilibrio. Tali istanze, dopo il trauma della distruzione della parte costantiniana della basilica di San Pietro sotto Paolo V, troveranno in San Giovanni in Laterano il terreno per nuove sperimentazioni, giungendo alla matura formulazione di Borromini; e in San Clemente, già nel primo Settecento, un esito in cui antico e nuovo si confrontano liberamente e senza prevaricazioni.
Anche nell’area napoletana, soprattutto nel diciassettesimo secolo, il rinnovamento avviene in ossequio alla precettistica tridentina, in stretto rapporto con il dibattito in ambito erudito e antiquario. Valentina Russo pone in luce le diverse modalità di intervento, tra relativa indifferenza e tentativi di accordo linguistico con il passato. In quest’ultimo ambito rientrano alcuni interventi di Cosimo Fanzago e di Arcangelo Guglielmelli, prima fra tutti la trasformazione dell’antica Santa Restituta, a cui fanno da sfondo le polemiche sorte negli ambienti ecclesiastici.
Nella Sicilia delle maggiori cattedrali, indagate da Marco Rosario Nobile, gli interventi mostrano forti specificità, conformemente a criteri valutativi non corrispondenti a quelli in uso in altre realtà. Soprattutto i monumenti funebri, gli altari, gli apparati effimeri sono il luogo dove il potere civico, quello regio, quello vescovile si confrontano con alterni equilibri, divenendo spesso il centro motore di interventi più ampi e sovente, come a Palermo, contrastati.
La Francia rivela, come dimostra Jörg Garms, caratteristiche s
Iris type:
3.1 Monografia o trattato scientifico
Keywords:
Storia dell'architettura, Restauro, Patrimonio architettonico, Teoria dell'architettura
List of contributors:
De Amicis, Augusto Roca; Varagnoli, Claudio
Handle:
https://ricerca.unich.it/handle/11564/648062
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