Publication Date:
2013
abstract:
Questo libro fotografico illustra il viaggio, verso la base della Grande montagna "il K2", di un gruppo di abruzzesi coinvolti in un progetto nazionale “K2 Dalla Conquista Alla Conoscenza 1954-2004” ideato e realizzato, in occasione del 50° anniversario della prima salita (italiana). Un racconto, per immagini, che a partire da Islamabad, attraverso la Karakorum Highway (strada asfaltata internazionale più alta del mondo) passando per Gilgit, Skardu, Askole e poi per la valle del Baltoro attraverso Julha, Bardumal, Paju, Urdukas, Gore, fino al Circo Concordia e quindi alla “Grande Montagna” il Chogori o più comunemente K2, rende possibile la conoscenza, almeno fotografica, di uomini, città, ghiacciai e montagne cariche di storia e di storie da riferire. Ed è nell'avvicendarsi delle immagini, che il racconto diviene ardua narrazione fotografica, perché la storia del K2 è legata inscindibilmente ad un complesso intreccio, appunto, di uomini, città, ghiacciai e montagne che si sono trovate, nella mischia degli anni, a tessere la memoria di profili mitici fatti di carne ed ossa ma anche di roccia e ghiaccio.
Aleister Crowley ed Oscar Eckenstein, Luigi Amedeo di Savoia “Duca degli Abruzzi”, Walter Bonatti, Lino Lacedelli e Achille Compagnoni, Ardito Desio, Kurt Diemberger ed Hermann Buhl, Reinhold Messner e poi Circo Concordia e ancora il Baltoro, il Godwin Austen, il Gasherbrum, il Broad Peak, il Chogolisa, Paiju Peaks, Biaho Tower, le Torri di Trango, le Cattedrali del Baltoro, il Masherbrum, Uli Biaho e la Torre Mustang sono solo alcuni dei nomi che, per sempre, echeggeranno tra i venti e tra le terre scure del Karakorum.
Sono imponenti le valli che conducono al secondo pezzetto di terra più alto del pianeta ed aride, ora sabbiose ora moreniche ed il cammino è variabile, arduo negli accessi a mezza costa e più assestato quando ci si approssima al correre del fiume. Descritto in questo libro vi è quel paesaggio delle terre alte prevalentemente brullo e disabitato con ampie zone pietrose e grandi ammassi di sabbia, originata dai venti. La parte della valle di sopra alla morena del ghiacciaio del Baltoro segna un limite che porta all’appuntamento con i ghiacciai di alta quota, caratterizzati da ampi depositi morenici, crepacci e seracchi e dalle affascinanti “vele” del Baltoro. I sentieri rocciosi conducono a pietraie moreniche posate alla vista delle grandi montagne. Lungo il cammino si incontrano tamerici e cespugli di rosa canina che ravvivano e colorano la monotonia marrone di pietre, sabbie, rocce e del fiume.
Aleister Crowley ed Oscar Eckenstein, Luigi Amedeo di Savoia “Duca degli Abruzzi”, Walter Bonatti, Lino Lacedelli e Achille Compagnoni, Ardito Desio, Kurt Diemberger ed Hermann Buhl, Reinhold Messner e poi Circo Concordia e ancora il Baltoro, il Godwin Austen, il Gasherbrum, il Broad Peak, il Chogolisa, Paiju Peaks, Biaho Tower, le Torri di Trango, le Cattedrali del Baltoro, il Masherbrum, Uli Biaho e la Torre Mustang sono solo alcuni dei nomi che, per sempre, echeggeranno tra i venti e tra le terre scure del Karakorum.
Sono imponenti le valli che conducono al secondo pezzetto di terra più alto del pianeta ed aride, ora sabbiose ora moreniche ed il cammino è variabile, arduo negli accessi a mezza costa e più assestato quando ci si approssima al correre del fiume. Descritto in questo libro vi è quel paesaggio delle terre alte prevalentemente brullo e disabitato con ampie zone pietrose e grandi ammassi di sabbia, originata dai venti. La parte della valle di sopra alla morena del ghiacciaio del Baltoro segna un limite che porta all’appuntamento con i ghiacciai di alta quota, caratterizzati da ampi depositi morenici, crepacci e seracchi e dalle affascinanti “vele” del Baltoro. I sentieri rocciosi conducono a pietraie moreniche posate alla vista delle grandi montagne. Lungo il cammino si incontrano tamerici e cespugli di rosa canina che ravvivano e colorano la monotonia marrone di pietre, sabbie, rocce e del fiume.
Iris type:
3.1 Monografia o trattato scientifico
List of contributors: