Il progetto è rivolto a cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti sul territorio regionale vittime e potenziali vittime di sfruttamento lavorativo nell’ambito dell’accattonaggio, delle economie illegali, dell’assistenza familiare, dello sfruttamento lavorativo dell’agricoltura, dell’edilizia, dei servizi, della logistica, del turismo, del lavoro marittimo e in altri ambiti lavorativi; si rivolge, altresì, a MSNA, donne rifugiate e richiedenti protezione internazionale, vittime di tratta, di grave sfruttamento lavorativo, migranti richiedenti asilo ed accolti presso i CAS ed i SAI presenti sul territorio regionale; infine, saranno beneficiari del progetto anche operatori del settore pubblico e privato.
Obiettivo generale del progetto è quello di contrastare lo sfruttamento lavorativo, riducendone l’incidenza, attraverso un insieme di interventi diversificati finalizzati a sostenere percorsi individualizzati di accompagnamento all’autonomia e all’integrazione socio-lavorativa di soggetti provenienti da Paesi Terzi a rischio di sfruttamento lavorativo in una logica di multi-agenzia interistituzionale nella volontà di applicare le “Linee Guida nazionali in materia di identificazione, protezione e assistenza alle vittime di sfruttamento lavorativo in agricoltura” approvate dal MDL (DG Immigrazione ottobre 2021) e che saranno ampliate ad altri target di sfruttamento lavorativo. In accordo con la Regione, verrà creato un Osservatorio Regionale sullo sfruttamento lavorativo che avrà il compito di identificare gli ambiti lavorativi maggiormente interessati da fenomeni di sfruttamento, le modalità di sfruttamento, i territori in cui avviene e altri che concorrono a determinare le caratteristiche del fenomeno. L’Osservatorio sarà supportato nella definizione degli strumenti e delle metodologie dall’Università di Chieti. L’Università realizzerà anche un’attività di ricerca-azione, entrando in contatto con vittime di sfruttamento, soggetti a rischio, testimoni privilegiati, attori territoriali, utilizzando la metodologia dell’osservazione partecipante, le interviste semi-strutturate, i focus group. Obiettivi: mappatura per identificare luoghi di lavoro, di residenza abitativa, di socializzazione, di soggetti a rischio sfruttamento lavorativo; analisi condizioni socioeconomiche dei migranti vulnerabili, esigenze abitative e di trasporto di lavoratori e delle opportunità offerte dai territori, definizione strumenti di assistenza più adatti alle caratteristiche del target. Verrà prodotto e disseminato un report di ricerca. Verranno attivate misure di presa in carico integrale e accoglienza emancipanti, collocando al centro dell’intero sistema la persona migrante quale beneficiaria attiva del proprio percorso di accoglienza e inclusione socio-lavorativa; verranno attivate unità mobili di informazione, orientamento ai servizi e analisi dei fabbisogni degli utenti; verranno promosse azioni volte a favorire l’inserimento socio-lavorativo di persone vittime o potenziali vittime di sfruttamento lavorativo; verranno promossi interventi di prevenzione con azione di comunicazione e campagna di sensibilizzazione sullo sfruttamento lavorativo, incontri nelle scuole superiori, incontri con la società civile, con le reti del Terzo Settore e con le associazioni di migranti presenti nel territorio regionale; servizi di prossimità e misure di inclusione attiva.