ID:
D14
Durata (ore):
80
CFU:
8
SSD:
COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA E URBANA
Sede:
PESCARA
Url:
DESIGN/CORSO GENERICO Anno: 2
Anno:
2026
Course Catalogue:
Dati Generali
Periodo di attività
Primo Semestre (05/10/2026 - 18/12/2026)
Syllabus
Obiettivi Formativi
Il corso di Interior design 2 ha l’obiettivo di fornire allo studente gli strumenti concettuali e operativi per affrontare l’attività creativa e tecnico-realizzativa finalizzata alla definizione delle qualità multiformi della progettazione di interni. L’obiettivo specifico è l’acquisizione delle competenze tecniche per la progettazione di allestimenti interior/exterior temporanei per gli spazi pubblici, attraverso la ricerca di soluzioni innovative riferite alle configurazioni spaziali, alle funzioni d’uso, ai materiali, alla qualità della luce naturale/artificiale, al comfort delle condizioni microclimatiche tra spazio, uomo e ambiente.
Il corso di Interior Design 2 ha l’obiettivo di:
- introdurre lo studente alla conoscenza e alla “educazione allo spazio” (oggetto / corpo / spazio) e alla definizione di un “inventario” quotidiano composto da oggetti e azioni (tra misura, antropometria ed ergonomia);
- investigare lo spazio attraverso i principali fattori del “restorative design” e i temi legati ai (14+1) pattern del “biophilic design”, per dare avvio ad un progetto prima di tutto culturale;
- condurre lo studente alla definizione di un proprio “abecedario” per il progetto di interni, in grado di descrivere la potenza narrativa dello spazio, attraverso una necessaria capacità di sintesi e una gerarchizzazione di temi e di parti (concept spaziale / progetto guida, dispositivi / elementi e “componenti”);
- fornire allo studente gli strumenti concettuali (modelli, teorie, maestri) ed operativi per affrontare l’attività creativa e tecnico-realizzativa di un progetto di “rifunzionalizzazione di uno spazio tipo” (tra interno ed esterno), a partire da alcuni vincoli determinati dallo spazio e da un quadro di esigenze espresse per indirizzare e determinare (immaginare/ideare) nuove domande e stimolare nuovi punti di vista su quanto ci circonda e ci avvolge;
- stimolare fortemente sguardi “incrociati” tra le discipline (soprattutto che non appartengono, apparentemente, al campo del progetto, come l’arte, la musica (es. jazz...), il cinema, la letteratura, la fisica, la biologia, la narrativa. e molto altro) e definire sistemi e “spazi emozionali” in grado di ampliare la conoscenza verso principi e sensibilità multisensoriali di spaziali à sensuali per una dimensione “sensuale del design” (che caratterizzano la psicologia dello spazio ideato, progettato ed esperito);
- elaborare possibili processi e pattern per lo spazio, tra l’architettura e il design degli interni, come risultato di possibili e nuovi ordinamenti del prodotto tra forma e materia, tra artigianato e industria, tra concetto e tecnica;
- contribuire alla conoscenza di materiali e processi di produzione degli elementi e delle componenti immaginate, attraverso la ricerca di soluzioni innovative non solo legate alle configurazioni spaziali e alle funzioni d’uso, ma soprattutto legate alle conoscenze tecniche, ai materiali, alla luce (naturale/artificiale), alla qualità dell’abitare uno spazio e alle diverse condizioni di comfort per la pratica integrata del design process.
Il corso di Interior Design 2 ha l’obiettivo di:
- introdurre lo studente alla conoscenza e alla “educazione allo spazio” (oggetto / corpo / spazio) e alla definizione di un “inventario” quotidiano composto da oggetti e azioni (tra misura, antropometria ed ergonomia);
- investigare lo spazio attraverso i principali fattori del “restorative design” e i temi legati ai (14+1) pattern del “biophilic design”, per dare avvio ad un progetto prima di tutto culturale;
- condurre lo studente alla definizione di un proprio “abecedario” per il progetto di interni, in grado di descrivere la potenza narrativa dello spazio, attraverso una necessaria capacità di sintesi e una gerarchizzazione di temi e di parti (concept spaziale / progetto guida, dispositivi / elementi e “componenti”);
- fornire allo studente gli strumenti concettuali (modelli, teorie, maestri) ed operativi per affrontare l’attività creativa e tecnico-realizzativa di un progetto di “rifunzionalizzazione di uno spazio tipo” (tra interno ed esterno), a partire da alcuni vincoli determinati dallo spazio e da un quadro di esigenze espresse per indirizzare e determinare (immaginare/ideare) nuove domande e stimolare nuovi punti di vista su quanto ci circonda e ci avvolge;
- stimolare fortemente sguardi “incrociati” tra le discipline (soprattutto che non appartengono, apparentemente, al campo del progetto, come l’arte, la musica (es. jazz...), il cinema, la letteratura, la fisica, la biologia, la narrativa. e molto altro) e definire sistemi e “spazi emozionali” in grado di ampliare la conoscenza verso principi e sensibilità multisensoriali di spaziali à sensuali per una dimensione “sensuale del design” (che caratterizzano la psicologia dello spazio ideato, progettato ed esperito);
- elaborare possibili processi e pattern per lo spazio, tra l’architettura e il design degli interni, come risultato di possibili e nuovi ordinamenti del prodotto tra forma e materia, tra artigianato e industria, tra concetto e tecnica;
- contribuire alla conoscenza di materiali e processi di produzione degli elementi e delle componenti immaginate, attraverso la ricerca di soluzioni innovative non solo legate alle configurazioni spaziali e alle funzioni d’uso, ma soprattutto legate alle conoscenze tecniche, ai materiali, alla luce (naturale/artificiale), alla qualità dell’abitare uno spazio e alle diverse condizioni di comfort per la pratica integrata del design process.
Prerequisiti
Per poter sostenere l'esame di Interior design 2 bisogna aver sostenuto l’esame di Interior design 1.
Possedere una necessaria e generosa dose di curiosità, entusiasmo e passione e di capacità “del fare”.
Possedere una necessaria e generosa dose di curiosità, entusiasmo e passione e di capacità “del fare”.
Metodi didattici
Il corso sarà impostato come un “atelier” (una “bottega” o studio di progetto) nel quale ci saranno momenti di comunicazioni (tematiche brevi) da parte del docente titolare del corso e seminari da parte di alcuni ospiti esterni (invitati su specifici temi e argomenti), per approfondire in atelier gli aspetti e gli argomenti di riferimento.
Durante le ore settimanali dell’atelier, alle comunicazioni saranno intervallate esercitazioni individuali (una per ciascuna settimana: la risoluzione di “questioni di spazi”, da svolgere in aula, con valutazione in itinere), oltre a momenti di confronto /revisioni e discussioni frontali con/tra gli studenti iscritti (a partire dalla bibliografia di riferimento del corso), per definire un concept-board, un mood-board e un design project.
Questi momenti sono complementari e alla base dell’esperienza formativa, che vedrà la partecipazione a convegni, giornate di studi e mostre.
Durante le ore settimanali dell’atelier, alle comunicazioni saranno intervallate esercitazioni individuali (una per ciascuna settimana: la risoluzione di “questioni di spazi”, da svolgere in aula, con valutazione in itinere), oltre a momenti di confronto /revisioni e discussioni frontali con/tra gli studenti iscritti (a partire dalla bibliografia di riferimento del corso), per definire un concept-board, un mood-board e un design project.
Questi momenti sono complementari e alla base dell’esperienza formativa, che vedrà la partecipazione a convegni, giornate di studi e mostre.
Verifica Apprendimento
La verifica dell’apprendimento è sintesi del percorso didattico e avviene necessariamente attraverso la costante partecipazione attiva alle esercitazioni tematiche nell’atelier, alle revisioni frontali (collettive e singole) e l’esame finale.
L’esame si svolgerà con una prova orale in aula, che illustra attraverso il supporto del “book” personale e raccoglie gli esiti del percorso didattico e formativo dello studente (sia singolo che in composizione di gruppo).
Infine, la valutazione finale sarà completata attraverso la verifica della conoscenza dei temi indagati durante le ore di lezione e durante i momenti di lavoro collettivi condivisi e la bibliografia di riferimento (riportata nel programma e dei testi consigliati durante l’attività nell’atelier).
Gli studenti e le studentesse con disabilità, DSA o altri bisogni educativi speciali possono usufruire di un trattamento individualizzato in sede di esame, nel rispetto della normativa e di quanto previsto nella Carta dei Servizi di Ateneo (https://www.unich.it/sites/default/files/2024-02/carta_dei_servizi_0.pdf), previa intesa con il docente della materia.
Per richiedere le misure compensative e dispensative è necessario afferire al Servizio CON_TE_STO seguendo la procedura indicata nella Carta dei Servizi.
Si invitano gli studenti e le studentesse a prendere contatti con il docente durante lo svolgimento delle lezioni, o comunque con largo anticipo rispetto alla data dell’appello, per conoscere le modalità di esame e le misure che sono accettate.
Per essere orientati e indirizzati ai diversi servizi offerti dall’Ateneo è possibile contattare il Docente Referente del Dipartimento: Prof.ssa Daniela Ladiana, daniela.ladiana@unich.it.
L’esame si svolgerà con una prova orale in aula, che illustra attraverso il supporto del “book” personale e raccoglie gli esiti del percorso didattico e formativo dello studente (sia singolo che in composizione di gruppo).
Infine, la valutazione finale sarà completata attraverso la verifica della conoscenza dei temi indagati durante le ore di lezione e durante i momenti di lavoro collettivi condivisi e la bibliografia di riferimento (riportata nel programma e dei testi consigliati durante l’attività nell’atelier).
Gli studenti e le studentesse con disabilità, DSA o altri bisogni educativi speciali possono usufruire di un trattamento individualizzato in sede di esame, nel rispetto della normativa e di quanto previsto nella Carta dei Servizi di Ateneo (https://www.unich.it/sites/default/files/2024-02/carta_dei_servizi_0.pdf), previa intesa con il docente della materia.
Per richiedere le misure compensative e dispensative è necessario afferire al Servizio CON_TE_STO seguendo la procedura indicata nella Carta dei Servizi.
Si invitano gli studenti e le studentesse a prendere contatti con il docente durante lo svolgimento delle lezioni, o comunque con largo anticipo rispetto alla data dell’appello, per conoscere le modalità di esame e le misure che sono accettate.
Per essere orientati e indirizzati ai diversi servizi offerti dall’Ateneo è possibile contattare il Docente Referente del Dipartimento: Prof.ssa Daniela Ladiana, daniela.ladiana@unich.it.
Testi
- Chiara Alessi, Design senza designer, Laterza, Bari, 2016.
- Filippo Alison, Renato De Fusco, Artidesign, Altralinea, Firenze, 2018.
- Giorgio Agamben, Che cos’è un dispositivo?, Nottetempo, Milano 2006.
- Fabrizia Bandi, Matteo Vegetti, Corpo, spazio, architettura. Fenomenologia dell'esperienza spaziale, Morcelliana, Brescia, 2024.
- Alberto Campo Baeza, Palinsesto Architettonico, LetteraVentidue, Siracusa, 2021.
- Federico Bilò, Tre desideri, Edizioni Comunità, Roma, 2024.
- Massimo Bilò (a cura di Alberto Ulisse), Caratteri funzionali degli spazi, Letteraventidue, Siracusa, 2025.
- Andrea Branzi, Interni o esterni, Scheiwiller, 24 ORE cultura srl, Milano, 2022.
- Gilles Deleuze, Che cos’è un dispositivo?, Cronocopio, Napoli 2007.
- Silvana Kuhtz, Il design sensuale, Mimesis, Milano, 2026.
- Filippo Lambertucci, Esplorazioni spaziali, Quodlibet, Macerata, 2013.
- Ezio Manzini, Politiche del quotidiano, Edizioni di comunità, Roma, 2018.
- Bruno Munari, Da cosa nasce cosa, Laterza, Bari, 1996 (ed. Orig. 1981)
- * Ernst Neufert, Enciclopedia pratica per progettare e costruire. Fondamenti, norme e prescrizioni per progettare, costruire, dimensionare e distribuire a misura d'uomo, Hoepli, 2024 (ultima versione).
- Andrea Grimaldi, Attrezzare l’architettura. Strategie operative per l’architettura del terzo millennio tra permanenza e innovazione, Officina ed, Roma, 2012.
- * Julius Panero, Martin Zelnik, Human Dimension and Interior space, Watson-Guptill publications, 1979.
- Francesca Pazzaglia, Leonardo Tizi, Che cos’è il restorative design, Carocci, Roma, 2022.
- Raymond Queneau, Esercizi di stile, Einaudi, Torino, 1995 (o altre edizioni).
- Fernando Tàvora, Dell’organizzazione dello spazio, Nottetempo, Milano, 2021.
- Sara D’Ottavi, Alberto Ulisse, Spazio Suono Corpo. Sconfinamenti nel campo dell’architettura, Libria, Melfi, 2021.
- Filippo Alison, Renato De Fusco, Artidesign, Altralinea, Firenze, 2018.
- Giorgio Agamben, Che cos’è un dispositivo?, Nottetempo, Milano 2006.
- Fabrizia Bandi, Matteo Vegetti, Corpo, spazio, architettura. Fenomenologia dell'esperienza spaziale, Morcelliana, Brescia, 2024.
- Alberto Campo Baeza, Palinsesto Architettonico, LetteraVentidue, Siracusa, 2021.
- Federico Bilò, Tre desideri, Edizioni Comunità, Roma, 2024.
- Massimo Bilò (a cura di Alberto Ulisse), Caratteri funzionali degli spazi, Letteraventidue, Siracusa, 2025.
- Andrea Branzi, Interni o esterni, Scheiwiller, 24 ORE cultura srl, Milano, 2022.
- Gilles Deleuze, Che cos’è un dispositivo?, Cronocopio, Napoli 2007.
- Silvana Kuhtz, Il design sensuale, Mimesis, Milano, 2026.
- Filippo Lambertucci, Esplorazioni spaziali, Quodlibet, Macerata, 2013.
- Ezio Manzini, Politiche del quotidiano, Edizioni di comunità, Roma, 2018.
- Bruno Munari, Da cosa nasce cosa, Laterza, Bari, 1996 (ed. Orig. 1981)
- * Ernst Neufert, Enciclopedia pratica per progettare e costruire. Fondamenti, norme e prescrizioni per progettare, costruire, dimensionare e distribuire a misura d'uomo, Hoepli, 2024 (ultima versione).
- Andrea Grimaldi, Attrezzare l’architettura. Strategie operative per l’architettura del terzo millennio tra permanenza e innovazione, Officina ed, Roma, 2012.
- * Julius Panero, Martin Zelnik, Human Dimension and Interior space, Watson-Guptill publications, 1979.
- Francesca Pazzaglia, Leonardo Tizi, Che cos’è il restorative design, Carocci, Roma, 2022.
- Raymond Queneau, Esercizi di stile, Einaudi, Torino, 1995 (o altre edizioni).
- Fernando Tàvora, Dell’organizzazione dello spazio, Nottetempo, Milano, 2021.
- Sara D’Ottavi, Alberto Ulisse, Spazio Suono Corpo. Sconfinamenti nel campo dell’architettura, Libria, Melfi, 2021.
Contenuti
INTERNI / ESTERNI: Ethnography for designers.
Il corso fornisce una formazione avanzata nell’ambito dell’Interior design (nell’ambito del settore “ex Icar-14”) e orienta lo studente all’innovazione degli allestimenti temporanei per gli spazi pubblici attraverso la conoscenza teorica e l’applicazione pratica del design process.
Il corso di Interior Design 2 si inserisce all’interno della filiera dell’Interior Design nel Corso di Laurea in Design -tra “le primarie funzioni dell’abitare minimo” alla “progettazione esecutiva”- a partire dalla esplorazione del prodotto industriale in relazione agli spazi “abitabili”.
Gli spazi “abitabili” sono rappresentati dalla gamma degli spazi ideati, fruiti ed esperiti dall’uomo e possono essere sia ambienti aperti e sia ambienti costruiti (o chiusi, cioè definiti da elementi verticali ed orizzontali che connotano uno spazio “vuoto” utilizzabile, abitabile appunto).
In questo processo lo spazio (che “non deriva da una somma di larghezze, lunghezze e altezze degli elementi costruttivi che racchiudono lo spazio, ma dal vuoto, dallo spazio racchiuso, dallo spazio interno in cui gli uomini camminano e vivono.” scrive Bruno Zevi, in: Saper vedere l’architettura, 1948) è il principale attore protagonista, oltre alle necessarie esplorazioni percettive e sensoriali, alle condizioni di comfort e rapporti tra corpo, materia e luce (artificiale/naturale), alle funzioni specifiche e le attività d’uso (o utilizzo di uno spazio, con le dovute accorte nella differenza tra “uso” e “funzione”), ai sistemi morfologici e ai materiali costitutivi e costruttivi. e molto altro.
Tutti questi “tasselli” entrano a far parte del processo del “progetto contemporaneo” e della “ecologia del mondo artificiale”: inteso come “insieme di oggetti domestici, costruiti con materiali e tecnologie diverse, che nel loro insieme creano un equilibrio indispensabile all’abitabilità” (ci ricorda Andrea Branzi, in: Interni o esterni, 2022).
Il corso di Interior Design 2 vuol indagare la possibilità di poter reinventare spazi già definiti (cioè “rifunzionalizzare” uno spazio-tipo costruito), immaginandone una sua “seconda vita” a partire da un quadro esigenziale fornito allo studente durante il corso, sul tema:
“INTERNI / ESTERNI: Ethnography for Designers.
Dagli interni alla città e dalla città agli interni in una prospettiva di pratiche e dispositivi di progetto”.
In questo modo lo studente è chiamato a costruire un personale percorso ideativo e a definire un proprio posizionamento culturale (a partire da uno studio dello stato dell’arte rispetto a tema assegnato), attraverso la manipolazione degli elementi e le parti che connotano lo spazio interno/esterno anche a partire dai principi della progettazione biofilica (e i “5 principi biofilici” enunciati da E. Fromm, E.O. Wilson e S.L. Kellert) che sottolineano quanto il rapporto empatico con la natura sia essenziale per il benessere individuale e collettivo, per la crescita cognitiva ed emotiva e rispondere a bisogni essenziali, grazie anche alla interpretazione ed elaborazione (e reinvenzione dei pattern and interior design) a partire dei 14 (+1) pattern della “Terrapin Bright Green” e gli indicatori di stress.
Il campo di indagine è quello della «rigeneratività ambientale»: questo significa che è possibile ‘’sfruttare’’ determinate caratteristiche ambientali per migliorare il benessere individuale e collettivo.
In altri termini si riconosce la necessaria relazione tra uomo / natura e spazio “abitabile”, nella quale i ‘’luoghi’’ hanno un indiscutibile effetto sull’individuo; un effetto che è possibile governare con il progetto dello spazio a livello fisiologico, affettivo, cognitivo, comportamentale.
Infine, si auspica un coinvolgimento -a partire dalle prime settimane del corso- dei colleghi delle discipline: di “Morfologia struttura nel design” e di “Materiali per il design” (insegnamenti collocati tra il primo e il secondo semestre), così da stimolare -in un percorso didattico “incrociato”- lo studente e trasferire delle primissime e conoscenze di base (legate ai materiali e alla morfologie e alle tecniche costruttive), nozioni utili e necessarie per l’esplorazione didattica nell’atelier di Interior Design del secondo anno.
Il corso fornisce una formazione avanzata nell’ambito dell’Interior design (nell’ambito del settore “ex Icar-14”) e orienta lo studente all’innovazione degli allestimenti temporanei per gli spazi pubblici attraverso la conoscenza teorica e l’applicazione pratica del design process.
Il corso di Interior Design 2 si inserisce all’interno della filiera dell’Interior Design nel Corso di Laurea in Design -tra “le primarie funzioni dell’abitare minimo” alla “progettazione esecutiva”- a partire dalla esplorazione del prodotto industriale in relazione agli spazi “abitabili”.
Gli spazi “abitabili” sono rappresentati dalla gamma degli spazi ideati, fruiti ed esperiti dall’uomo e possono essere sia ambienti aperti e sia ambienti costruiti (o chiusi, cioè definiti da elementi verticali ed orizzontali che connotano uno spazio “vuoto” utilizzabile, abitabile appunto).
In questo processo lo spazio (che “non deriva da una somma di larghezze, lunghezze e altezze degli elementi costruttivi che racchiudono lo spazio, ma dal vuoto, dallo spazio racchiuso, dallo spazio interno in cui gli uomini camminano e vivono.” scrive Bruno Zevi, in: Saper vedere l’architettura, 1948) è il principale attore protagonista, oltre alle necessarie esplorazioni percettive e sensoriali, alle condizioni di comfort e rapporti tra corpo, materia e luce (artificiale/naturale), alle funzioni specifiche e le attività d’uso (o utilizzo di uno spazio, con le dovute accorte nella differenza tra “uso” e “funzione”), ai sistemi morfologici e ai materiali costitutivi e costruttivi. e molto altro.
Tutti questi “tasselli” entrano a far parte del processo del “progetto contemporaneo” e della “ecologia del mondo artificiale”: inteso come “insieme di oggetti domestici, costruiti con materiali e tecnologie diverse, che nel loro insieme creano un equilibrio indispensabile all’abitabilità” (ci ricorda Andrea Branzi, in: Interni o esterni, 2022).
Il corso di Interior Design 2 vuol indagare la possibilità di poter reinventare spazi già definiti (cioè “rifunzionalizzare” uno spazio-tipo costruito), immaginandone una sua “seconda vita” a partire da un quadro esigenziale fornito allo studente durante il corso, sul tema:
“INTERNI / ESTERNI: Ethnography for Designers.
Dagli interni alla città e dalla città agli interni in una prospettiva di pratiche e dispositivi di progetto”.
In questo modo lo studente è chiamato a costruire un personale percorso ideativo e a definire un proprio posizionamento culturale (a partire da uno studio dello stato dell’arte rispetto a tema assegnato), attraverso la manipolazione degli elementi e le parti che connotano lo spazio interno/esterno anche a partire dai principi della progettazione biofilica (e i “5 principi biofilici” enunciati da E. Fromm, E.O. Wilson e S.L. Kellert) che sottolineano quanto il rapporto empatico con la natura sia essenziale per il benessere individuale e collettivo, per la crescita cognitiva ed emotiva e rispondere a bisogni essenziali, grazie anche alla interpretazione ed elaborazione (e reinvenzione dei pattern and interior design) a partire dei 14 (+1) pattern della “Terrapin Bright Green” e gli indicatori di stress.
Il campo di indagine è quello della «rigeneratività ambientale»: questo significa che è possibile ‘’sfruttare’’ determinate caratteristiche ambientali per migliorare il benessere individuale e collettivo.
In altri termini si riconosce la necessaria relazione tra uomo / natura e spazio “abitabile”, nella quale i ‘’luoghi’’ hanno un indiscutibile effetto sull’individuo; un effetto che è possibile governare con il progetto dello spazio a livello fisiologico, affettivo, cognitivo, comportamentale.
Infine, si auspica un coinvolgimento -a partire dalle prime settimane del corso- dei colleghi delle discipline: di “Morfologia struttura nel design” e di “Materiali per il design” (insegnamenti collocati tra il primo e il secondo semestre), così da stimolare -in un percorso didattico “incrociato”- lo studente e trasferire delle primissime e conoscenze di base (legate ai materiali e alla morfologie e alle tecniche costruttive), nozioni utili e necessarie per l’esplorazione didattica nell’atelier di Interior Design del secondo anno.
Lingua Insegnamento
italiano
Altre informazioni
La presenza e la frequenza all’atelier è fortemente consigliata.
Il corso si svolgerà nel primo semestre. Altre informazioni, riferimenti e bibliografia specifica verranno fornite direttamente in aula durante l’attività di atelier.
Il corso si svolgerà nel primo semestre. Altre informazioni, riferimenti e bibliografia specifica verranno fornite direttamente in aula durante l’attività di atelier.
Corsi
Corsi
DESIGN
Laurea
3 anni
No Results Found
Persone
Persone
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