Data di Pubblicazione:
2021
Abstract:
Per salvaguardare la memoria storica di un microcosmo economico e culturale nella provincia di Chieti, dove cinquanta persone vivevano in sole cinque case dividendo le loro laboriose attività tra forno comune, orti comuni, cappella, manutenzione delle acque e della fonte, vigna e paranze, si è attivato un processo di patrimonializzazione dal basso, che considera questo luogo come “patrimonio materiale e immateriale” secondo il dettato di due diverse Convenzioni internazionali sull’immateriale che sono state ratificate dall’Italia: quella del 2003, promossa dall’UNESCO, e quella di Faro, promossa dal Consiglio d’Europa. Se, infatti, le istituzioni demandate alla tutela del patrimonio non ritengono che il borgo abbia un valore storico-artistico, né paesaggistico, esso potrebbe comunque avere un valore demo-etno-antropologico e immateriale, costituendo la straordinaria testimonianza di un particolare insediamento umano e di un’originale interazione con l’ambiente che la moderna organizzazione della produzione di ricchezza ha mandato in profonda crisi.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Keywords:
cultural and natural heritage, seaside, UNESCO, sustainable development
Elenco autori:
Giancristofaro, Lia; GHISETTI GIAVARINA, Adriano
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