Stato impersonale o interpersonale? Per una Sociologia Sistemico-Relazionale della Comunicazione Pubblica
Libro
Data di Pubblicazione:
2015
Abstract:
Nel XIX secolo lo Stato liberale ha avuto la funzione di proteggere e garantire i diritti civili personali (eguaglianza davanti alla legge, libertà, proprietà e partecipazione politica), esplicando il suo potere senza interferire nell’ambito
dell’economia. Lo ha fatto anche attraverso apparati che hanno comunicato
prescrizioni, perimetrando confini netti tra pubblico e
privato. La dissoluzione dello Stato liberale, l’avvento dei totalitasmi
e le guerre mondiali preparano le condizioni per la nascita dello Stato Sociale che tenta di raggiungere l’uguaglianza
formale di tutti i cittadini con l’istruzione pubblica
obbligatoria, l’assistenza sanitaria gratuita e l’intervento diretto nell’economia. A partire dall’insostenibilità di una
spesa pubblica, alimentata da una cultura clientelare dei
diritti acquisti e inamovibili, emerge lo Stato Neoliberale per favorire il ritorno allo stato leggero. Il rapporto pubblico/
privato si complica. Se in Scandinavia tale evoluzione rende più snello l’agire pubblico ma non implica la rinuncia ai principi del welfare, in Italia il cambiamento incrementa,
paradossalmente, burocrazia e immobilità. Pubblicizzazione
del privato e privatizzazione del pubblico, producono effetti perversi. Si paventano scenari “distopici”, guidati da un
funzionalismo tecnocratico che si concentra sugli obiettivi senza calcolare le conseguenze sociali.
I modelli di Stato presi in esame, pur nelle differenze, mostrano un lato in comune: nascondono vizi e virtù di un’Istituzione “impersonale” che comunica senza entrare in relazione con la propria comunità. Sono modelli che mantengono separate la
sfera pubblica da quella privata in termini di valori, norme e simboliche. L’autore della ricerca sottolinea questi aspetti per tracciare le basi di un nuovo modello di Stato “interpersonale”
che sappia disattivare le autoreferenzialità dei sistemi
attraverso: a. la riappropriazione del rapporto relazionale adeguato tra funzionario e cittadino; b. l’eliminazione di confini
netti tra pubblico e privato. All’interno di questo scenario, attualmente utopico, l’Istituzione: a. comprenderebbe le
condizioni che impediscono l’accesso alle informazioni,
ripristinando “fiducia sistemica”; b. costruirebbe un rapporto quotidiano sulla base di informazioni certe; c. eliminerebbe la pratica propagandistica dell’annuncio, preferendo la
comunicazione del fatto compiuto. La comunicazione pubblica diventerebbe empatica e orienterebbe i comportamenti collettivi verso il bene comune, eliminando distinzioni nette tra informazione e relazione.
dell’economia. Lo ha fatto anche attraverso apparati che hanno comunicato
prescrizioni, perimetrando confini netti tra pubblico e
privato. La dissoluzione dello Stato liberale, l’avvento dei totalitasmi
e le guerre mondiali preparano le condizioni per la nascita dello Stato Sociale che tenta di raggiungere l’uguaglianza
formale di tutti i cittadini con l’istruzione pubblica
obbligatoria, l’assistenza sanitaria gratuita e l’intervento diretto nell’economia. A partire dall’insostenibilità di una
spesa pubblica, alimentata da una cultura clientelare dei
diritti acquisti e inamovibili, emerge lo Stato Neoliberale per favorire il ritorno allo stato leggero. Il rapporto pubblico/
privato si complica. Se in Scandinavia tale evoluzione rende più snello l’agire pubblico ma non implica la rinuncia ai principi del welfare, in Italia il cambiamento incrementa,
paradossalmente, burocrazia e immobilità. Pubblicizzazione
del privato e privatizzazione del pubblico, producono effetti perversi. Si paventano scenari “distopici”, guidati da un
funzionalismo tecnocratico che si concentra sugli obiettivi senza calcolare le conseguenze sociali.
I modelli di Stato presi in esame, pur nelle differenze, mostrano un lato in comune: nascondono vizi e virtù di un’Istituzione “impersonale” che comunica senza entrare in relazione con la propria comunità. Sono modelli che mantengono separate la
sfera pubblica da quella privata in termini di valori, norme e simboliche. L’autore della ricerca sottolinea questi aspetti per tracciare le basi di un nuovo modello di Stato “interpersonale”
che sappia disattivare le autoreferenzialità dei sistemi
attraverso: a. la riappropriazione del rapporto relazionale adeguato tra funzionario e cittadino; b. l’eliminazione di confini
netti tra pubblico e privato. All’interno di questo scenario, attualmente utopico, l’Istituzione: a. comprenderebbe le
condizioni che impediscono l’accesso alle informazioni,
ripristinando “fiducia sistemica”; b. costruirebbe un rapporto quotidiano sulla base di informazioni certe; c. eliminerebbe la pratica propagandistica dell’annuncio, preferendo la
comunicazione del fatto compiuto. La comunicazione pubblica diventerebbe empatica e orienterebbe i comportamenti collettivi verso il bene comune, eliminando distinzioni nette tra informazione e relazione.
Tipologia CRIS:
3.1 Monografia o trattato scientifico
Keywords:
Relazione ; Sistemica; Pubblico-Privato; Comunicazione Pubblica; Teoria relazionale ; Istituzione
Elenco autori:
Dalessandro, S
Link alla scheda completa: