Data di Pubblicazione:
2023
Abstract:
La veste tardo quattrocentesca della Casina del cardinal Bessarione ha
celato l’anima medievale di questo monumento “palinsesto”; anima che
invece emerge prepotentemente soprattutto in corrispondenza dei prospetti
meridionale e occidentale che restituiscono in modo chiaro il suo articolarsi
in due plessi architettonici distinti e ascrivibili a differenti fasi cronologiche.
Il primo, quello prospicente l’Appia, costituisce la testimonianza più
tangibile del casale agricolo impiantato in corrispondenza del sito cesareo
(che già di certo aveva una sua vocazione rurale forse dalla fine del
XII secolo) sino almeno dalla metà del Duecento. Di questa tenuta
produttiva si è qui ricostruito, per via documentaria, anche la presenza
di una torre posta nel versante sud-orientale del complesso, scomparsa
sicuramente tra la seconda metà del XVIII secolo e gli anni venti del
successivo. L’altro avancorpo, in forte simbiosi strutturale con il
precedente, è l’esito della rifunzionalizzazione ospedaliera voluta da
Bonifacio VIII e all’indomani della quale fu previsto anche il suo
collegamento, tramite vani accessori purtroppo scomparsi, con la torre
angolare. Della fase tardogotica resta soltanto una frammentaria
Incoronazione della Vergine, ultimo brandello materiale che tramanda, più
di ogni altra pittura superstite, le ferite di una storia conservativa
complessa e tortuosa che si è in parte restituita attraverso l’analisi della
campagna fotografica commissionata al tempo del restauro
del Governatorato. Questa, custodita al Museo di Roma, supporta anche
una nuova proposta attributiva, a favore dell’entourage del Pintoricchio
“Bufalini”, sia dei murali tardo quattrocenteschi della loggia che di quelli
del salone d’onore, entrambi testimonianze del patrocinio del cardinal
Giovan Battista Zeno. Un monumento, dunque, di grande interesse che
ancora oggi, grazie alla rilevanza del suo tessuto archeologico, storico
artistico e alla sua invidiabile posizione di cerniera fra l’area archeologica
centrale e quella dell’Appia Antica, riacquisterà, si auspica, il prima
possibile la centralità che la storia gli ha sempre assegnato.
celato l’anima medievale di questo monumento “palinsesto”; anima che
invece emerge prepotentemente soprattutto in corrispondenza dei prospetti
meridionale e occidentale che restituiscono in modo chiaro il suo articolarsi
in due plessi architettonici distinti e ascrivibili a differenti fasi cronologiche.
Il primo, quello prospicente l’Appia, costituisce la testimonianza più
tangibile del casale agricolo impiantato in corrispondenza del sito cesareo
(che già di certo aveva una sua vocazione rurale forse dalla fine del
XII secolo) sino almeno dalla metà del Duecento. Di questa tenuta
produttiva si è qui ricostruito, per via documentaria, anche la presenza
di una torre posta nel versante sud-orientale del complesso, scomparsa
sicuramente tra la seconda metà del XVIII secolo e gli anni venti del
successivo. L’altro avancorpo, in forte simbiosi strutturale con il
precedente, è l’esito della rifunzionalizzazione ospedaliera voluta da
Bonifacio VIII e all’indomani della quale fu previsto anche il suo
collegamento, tramite vani accessori purtroppo scomparsi, con la torre
angolare. Della fase tardogotica resta soltanto una frammentaria
Incoronazione della Vergine, ultimo brandello materiale che tramanda, più
di ogni altra pittura superstite, le ferite di una storia conservativa
complessa e tortuosa che si è in parte restituita attraverso l’analisi della
campagna fotografica commissionata al tempo del restauro
del Governatorato. Questa, custodita al Museo di Roma, supporta anche
una nuova proposta attributiva, a favore dell’entourage del Pintoricchio
“Bufalini”, sia dei murali tardo quattrocenteschi della loggia che di quelli
del salone d’onore, entrambi testimonianze del patrocinio del cardinal
Giovan Battista Zeno. Un monumento, dunque, di grande interesse che
ancora oggi, grazie alla rilevanza del suo tessuto archeologico, storico
artistico e alla sua invidiabile posizione di cerniera fra l’area archeologica
centrale e quella dell’Appia Antica, riacquisterà, si auspica, il prima
possibile la centralità che la storia gli ha sempre assegnato.
Tipologia CRIS:
3.1 Monografia o trattato scientifico
Keywords:
casale medievale, ospedale medievale, villa extra urbana cardinalizia, Restauri del Governatorato, Pintoricchio, Piero di Puccio.
Elenco autori:
D'Alberto, Claudia
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