Ridare centralità al rapporto tra piano urbanistico e paesaggio. Il caso del comune di Salve nell’Area interna “Sud Salento”.
Capitolo di libro
Data di Pubblicazione:
2025
Abstract:
Il saggio analizza la scissione tra pianificazione urbanistica e tutela/valorizzazione del paesaggio rurale nel comune di Salve (Lecce), caso emblematico dell’Area Interna Sud Salento. I contenuti del Programma di Fabbricazione (PdF) del 1974 risultano profondamente distanti da quelli del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR, 2015). In dodici dei diciotto comuni dell’area, sono vigenti strumenti urbanistici superati, fenomeno diffuso in tante regioni italiane, specie nel Sud.
Il PdF, nato nel 1942 come allegato ai regolamenti edilizi, avrebbe dovuto garantire una disciplina urbanistica minima e differenziare le tipologie edilizie per tutelare alcuni ambienti, ma nel tempo ha assunto la stessa valenza giuridica di un Piano Regolatore Generale. La legislazione regionale ha di fatto sancito la necessità di sostituirlo, rimasta però inattuata in molti comuni, tra cui Salve.
Dal 1974 non è stato integrato alcun principio paesaggistico nella pianificazione comunale. Il divario tra pianificazione e realtà territoriale è evidente. Il PdF individua una vasta zona agricola (E1 ed E2), soprattutto la E2 (circa 2.500 ettari), dove si sono verificate tre trasformazioni chiave:
- incremento straordinario del consumo di suolo, rilevato dal progetto europeo Corine Land Cover e confermato dai dati ISPRA e dalla Carta Tecnica Regionale.
- aumento della densità del costruito, con radicale cambiamento del paesaggio delle masserie (oggi inglobate da residenze e strutture turistico-ricettive), come documentato dalle ortofoto e dall’analisi catastale.
- mutamento della tipologia di edificazione, con parcellizzazione dei fondi agricoli (media 4.500 mq) e prezzi di vendita dei terreni distorti (anche dieci volte superiori al valore agricolo), effetto di una generalizzata conversione d’uso a fini edificatori o turistici.
Queste trasformazioni hanno stravolto l’assetto rurale e ostacolato una pianificazione futura efficace. Il saggio conclude sottolineando come il caso di Salve sia paradigmatico: la sopravvivenza passiva del PdF ha contribuito a dissipare risorse paesaggistiche e indebolire la coesione territoriale. Oggi, con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e programmi regionali (APQ Sud Salento), si riconosce il valore strategico del paesaggio per identità urbana e qualità della vita. Diventa quindi fondamentale adottare un modello di interdipendenza tra pianificazione urbanistica e progetto di paesaggio, superando la logica frammentaria degli strumenti obsoleti, per costruire una rigenerazione territoriale sostenibile e resiliente, pienamente integrata con le nuove politiche nazionali e regionali.
Il PdF, nato nel 1942 come allegato ai regolamenti edilizi, avrebbe dovuto garantire una disciplina urbanistica minima e differenziare le tipologie edilizie per tutelare alcuni ambienti, ma nel tempo ha assunto la stessa valenza giuridica di un Piano Regolatore Generale. La legislazione regionale ha di fatto sancito la necessità di sostituirlo, rimasta però inattuata in molti comuni, tra cui Salve.
Dal 1974 non è stato integrato alcun principio paesaggistico nella pianificazione comunale. Il divario tra pianificazione e realtà territoriale è evidente. Il PdF individua una vasta zona agricola (E1 ed E2), soprattutto la E2 (circa 2.500 ettari), dove si sono verificate tre trasformazioni chiave:
- incremento straordinario del consumo di suolo, rilevato dal progetto europeo Corine Land Cover e confermato dai dati ISPRA e dalla Carta Tecnica Regionale.
- aumento della densità del costruito, con radicale cambiamento del paesaggio delle masserie (oggi inglobate da residenze e strutture turistico-ricettive), come documentato dalle ortofoto e dall’analisi catastale.
- mutamento della tipologia di edificazione, con parcellizzazione dei fondi agricoli (media 4.500 mq) e prezzi di vendita dei terreni distorti (anche dieci volte superiori al valore agricolo), effetto di una generalizzata conversione d’uso a fini edificatori o turistici.
Queste trasformazioni hanno stravolto l’assetto rurale e ostacolato una pianificazione futura efficace. Il saggio conclude sottolineando come il caso di Salve sia paradigmatico: la sopravvivenza passiva del PdF ha contribuito a dissipare risorse paesaggistiche e indebolire la coesione territoriale. Oggi, con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e programmi regionali (APQ Sud Salento), si riconosce il valore strategico del paesaggio per identità urbana e qualità della vita. Diventa quindi fondamentale adottare un modello di interdipendenza tra pianificazione urbanistica e progetto di paesaggio, superando la logica frammentaria degli strumenti obsoleti, per costruire una rigenerazione territoriale sostenibile e resiliente, pienamente integrata con le nuove politiche nazionali e regionali.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Pianificazione urbanistica, Paesaggio rurale, Consumo di suolo, Paesaggio
Elenco autori:
Clemente, Antonio Alberto
Link alla scheda completa:
Titolo del libro:
Reti città territorio