Data di Pubblicazione:
2025
Abstract:
Il testo “Le città inesauribili” di Antonio Alberto Clemente, propone una rilettura contemporanea dei temi urbani sviluppati da Italo Calvino in “Le città invisibili”, ponendoli al centro di una riflessione attuale sulle dinamiche territoriali e progettuali. Il tema principale ruota attorno all’infinita ricchezza di significati contenuti nel testo calviniano, considerato non solo come opera letteraria ma come vero “atlante di conoscenze” per architetti e studiosi delle città. Il metodo scelto si articola su due principi interdipendenti: da un lato, un’analisi interna del testo, separata dalla figura dell’autore e dalla sua biografia, focalizzata esclusivamente sul contenuto semantico e sulle parole di Calvino; dall’altro, il costante confronto con i testi che precedono o seguono “Le città invisibili”, alla ricerca di continuità e anticipazioni tematiche.
L’ipotesi che anima la ricerca è che “Le città invisibili” offra tuttora, a oltre cinquant’anni dalla pubblicazione, chiavi di lettura valide e strumenti critici innovativi per interpretare le trasformazioni urbane e per formulare scenari futuri. Si ritiene, in particolare, che la dialettica tra desiderio e paura, tra memoria e progetto, tra individuo e collettività, continui a rappresentare una risorsa inesauribile per comprendere la città contemporanea e i suoi processi di mutamento.
Gli obiettivi sono quindi molteplici: esplorare le potenzialità inespresse dei territori urbani, senza limitarsi a una constatazione nostalgica del caos presente o a un rammarico per il futuro incerto; indagare la tensione tra paure e desideri che agiscono sull’immaginario urbano, individuando le contraddizioni che guidano ogni progetto di città; valorizzare il ruolo delle donne nella costruzione delle realtà immaginarie e nella definizione dei legami comunitari; studiare i cosiddetti “territori limbo”, le zone di confine fra città e campagna, fra paesaggi diversi e identità sfumate, come ambiti fertili per la rigenerazione e la progettazione alternativa.
I risultati raggiunti dimostrano come, a ogni rilettura, “Le città invisibili” si configuri non soltanto come un libro ma come uno strumento attivo di approfondimento e di progetto, capace di instaurare una reciprocità tra scrittura e azione, tra pensiero e trasformazione. Il volume evidenzia cinque temi chiave che legano teoria e pratica: le esplorazioni urbane come lettura delle potenzialità non realizzate; i desideri e le paure come motori del cambiamento; le immagini che alimentano la visione progettuale; il sostantivo femminile “città” come focus sulla dimensione relazionale; i territori limbo come punto di partenza per definire nuove identità.
Questa articolazione permette di superare le interpretazioni statiche, di accettare la contraddizione e l’instabilità come condizioni necessarie per la crescita e la trasformazione urbana e di rilanciare, attraverso il filtro letterario e progettuale, una visione della città come campo aperto di possibilità, di dialogo e di futuro.
L’ipotesi che anima la ricerca è che “Le città invisibili” offra tuttora, a oltre cinquant’anni dalla pubblicazione, chiavi di lettura valide e strumenti critici innovativi per interpretare le trasformazioni urbane e per formulare scenari futuri. Si ritiene, in particolare, che la dialettica tra desiderio e paura, tra memoria e progetto, tra individuo e collettività, continui a rappresentare una risorsa inesauribile per comprendere la città contemporanea e i suoi processi di mutamento.
Gli obiettivi sono quindi molteplici: esplorare le potenzialità inespresse dei territori urbani, senza limitarsi a una constatazione nostalgica del caos presente o a un rammarico per il futuro incerto; indagare la tensione tra paure e desideri che agiscono sull’immaginario urbano, individuando le contraddizioni che guidano ogni progetto di città; valorizzare il ruolo delle donne nella costruzione delle realtà immaginarie e nella definizione dei legami comunitari; studiare i cosiddetti “territori limbo”, le zone di confine fra città e campagna, fra paesaggi diversi e identità sfumate, come ambiti fertili per la rigenerazione e la progettazione alternativa.
I risultati raggiunti dimostrano come, a ogni rilettura, “Le città invisibili” si configuri non soltanto come un libro ma come uno strumento attivo di approfondimento e di progetto, capace di instaurare una reciprocità tra scrittura e azione, tra pensiero e trasformazione. Il volume evidenzia cinque temi chiave che legano teoria e pratica: le esplorazioni urbane come lettura delle potenzialità non realizzate; i desideri e le paure come motori del cambiamento; le immagini che alimentano la visione progettuale; il sostantivo femminile “città” come focus sulla dimensione relazionale; i territori limbo come punto di partenza per definire nuove identità.
Questa articolazione permette di superare le interpretazioni statiche, di accettare la contraddizione e l’instabilità come condizioni necessarie per la crescita e la trasformazione urbana e di rilanciare, attraverso il filtro letterario e progettuale, una visione della città come campo aperto di possibilità, di dialogo e di futuro.
Tipologia CRIS:
2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
Keywords:
Esplorazione, Desiderio, Immaginazione, Inesauribilità
Elenco autori:
Clemente, Antonio Alberto
Link alla scheda completa:
Titolo del libro:
Biografie di città. L'invisibile di Calvino