Data di Pubblicazione:
2008
Abstract:
Le traduzioni da Ezra Pound di Giuseppe Ungaretti sono l’esito di un colloquio sotterraneo, laconico, intrattenuto a distanza da due grandi “naufraghi” del Novecento, le cui rispettive esistenze ed esperienze letterarie hanno avuto, nel bene e nel male di un’intera epoca dell’Occidente in crisi, emblematiche convergenze. Anche se, come risulta da alcune lettere inedite del carteggio tra il poeta italiano e Vanni Scheiwiller, la traduzione ungarettiana del componimento Song e di due dei Drafts and fragments of Cantos (CX e CXV) sembra essere nata quasi su commissione, sollecitata dall’editore stesso, grande sostenitore di Pound in tempi difficili, in realtà essa risponde a motivi più profondi di natura poetica. Un’analisi attenta delle diverse stesure delle traduzioni, con le loro significative varianti, non solo mostra il sofferto percorso di approssimazione al testo dell’originale, ma continuamente rinvia alle inesauste “ragioni d’una poesia” del Taccuino del Vecchio.
Tipologia CRIS:
1.1 Articolo in rivista
Elenco autori:
Montefoschi, Paola
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