C’è speranza se questo accade nelle piccole scuole... Pratiche e storie per una pedagogia fiorente
Libro
Data di Pubblicazione:
2025
Abstract:
Mario Lodi e i suoi scritti, testimonianza del suo essere e fare scuo-
la insieme, costituiscono un’inestimabile eredità densa di elementi pe- dagogici da problematizzare nella realtà attuale, ancora obbligata e ri- pensare i periodi post crisi e post conflitto, in cui agli obiettivi didattici
si affiancano ai bisogni di cura delle ferite e in cui è necessario colmare
quel vuoto educativo a cui spesso un conflitto o una crisi costringono
le giovani generazioni. In Mario Lodi ritroviamo quel pensiero narra-
tivo che dà senso al vissuto e produce immaginari futuri. Un pensiero
che non sempre accompagna la raccolta di buone pratiche, oggi orien-
tate dalle indicazioni evidence based, da schemi, da abstract, elenchi
di principi e azioni. Basta estrapolare un paragrafo qualsiasi dai suoi
scritti per cogliere un modello e uno stile educativo orientati alle ri-
sorse, alla volontà di far emergere il potenziale dell’altro, all’ascolto,
al dialogo, al fare insieme, al rielaborare la propria pratica attraversoaltre storie. Leggendo anche poche righe dei suoi racconti si è altresì in grado di immaginarsi in quell’aula, di comprenderne il metodo, di attraversare temporalità distanti, dal 1957 ad oggi, proiettandosi in un prossimo futuro e accendere un rinnovato stile educativo nel presente. Le storie dunque sono potenti mezzi per fare scuola e per rendere la propria scuola una casa in cui custodire la speranza e ripararsi dalle emergenze. Non si tratta di trasformarsi in soccorritori, clinici o te- rapeuti ma di adottare una postura educativa disponibile ad allenarsi all’imparare ad ogni età e in ogni contesto, a creare e a trasformare, ad ascoltarsi, a dialogare con tutti, al “fare insieme”. Non poco sarebbe, se questo potesse succedere in ogni emergenza e per prepararsi alle emergenze.
la insieme, costituiscono un’inestimabile eredità densa di elementi pe- dagogici da problematizzare nella realtà attuale, ancora obbligata e ri- pensare i periodi post crisi e post conflitto, in cui agli obiettivi didattici
si affiancano ai bisogni di cura delle ferite e in cui è necessario colmare
quel vuoto educativo a cui spesso un conflitto o una crisi costringono
le giovani generazioni. In Mario Lodi ritroviamo quel pensiero narra-
tivo che dà senso al vissuto e produce immaginari futuri. Un pensiero
che non sempre accompagna la raccolta di buone pratiche, oggi orien-
tate dalle indicazioni evidence based, da schemi, da abstract, elenchi
di principi e azioni. Basta estrapolare un paragrafo qualsiasi dai suoi
scritti per cogliere un modello e uno stile educativo orientati alle ri-
sorse, alla volontà di far emergere il potenziale dell’altro, all’ascolto,
al dialogo, al fare insieme, al rielaborare la propria pratica attraversoaltre storie. Leggendo anche poche righe dei suoi racconti si è altresì in grado di immaginarsi in quell’aula, di comprenderne il metodo, di attraversare temporalità distanti, dal 1957 ad oggi, proiettandosi in un prossimo futuro e accendere un rinnovato stile educativo nel presente. Le storie dunque sono potenti mezzi per fare scuola e per rendere la propria scuola una casa in cui custodire la speranza e ripararsi dalle emergenze. Non si tratta di trasformarsi in soccorritori, clinici o te- rapeuti ma di adottare una postura educativa disponibile ad allenarsi all’imparare ad ogni età e in ogni contesto, a creare e a trasformare, ad ascoltarsi, a dialogare con tutti, al “fare insieme”. Non poco sarebbe, se questo potesse succedere in ogni emergenza e per prepararsi alle emergenze.
Tipologia CRIS:
3.1 Monografia o trattato scientifico
Keywords:
speranza, emergenze, cooperazione, scuola promotrice di salute, resilienza
Elenco autori:
Garista, Patrizia
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