Data di Pubblicazione:
2013
Abstract:
In quanto arte applicata, il cibo etnico ripete lo schema della cultura cui appartiene e permette di teorizzare il rapporto tra linguaggio e società. Il sistema alimentare condiziona gli individui quanto la lingua parlata: esso contiene la cultura, è depositario delle tradizioni e dell’identità dei gruppi, ma al tempo stesso risente di un imprescindibile bisogno di confronto e innovazione. In D’Annunzio, i riferimenti intellettuali al cibo portano inevitabilmente all’ombelico dell’infanzia abruzzese e della famiglia. Lo Scrittore con difficoltà incontrava i sapori e le parole che gli piacessero, tanto da lasciarci immaginare il Notturno come espressione definitiva di una sua fame artistica ed esistenziale; il suo digiuno intellettuale tuttavia si scioglie laddove le preziosità, le delicatezze e i virtuosismi descrittivi affidano un ruolo centrale al palato, all’olfatto e all’emozione di talune bevande e vivande consumate insieme, nel segno di una profonda alleanza affettiva ed elettiva.
Tipologia CRIS:
1.2 Recensione in rivista
Keywords:
tradizioni alimentari, D'Annunzio, antropologia della letteratura
Elenco autori:
Giancristofaro, Lia
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